
L'Umanesimo indica il rinnovamento culturale che precede e prepara il Rinascimento, come trasformazione degli atteggiamenti di fondo verso le realtà e come visione del mondo nel suo insieme. Questi aspetti sono legati alla ricerca di un fondamento autorevole per nuovi valori.
Gli umanisti costruiscono una nuova visione del mondo che emerge dalle loro opere, dalla centralità dell'uomo all'importanza della filologia (amante del discorso. per maggiori informazioni http://it.wikipedia.org/wiki/Filologia). Si ha quindi un nuovo interesse per la vita quotidiana, la famiglia e gli affari.
I termini "Umanesimo" e "Rinascimento" sono soggetti a varie interpretazioni:
- Jacob Burckhardt storico svizzero del Rinascimento italiano ritiene che Umanesimo e Rinascimento sono movimenti distinti. Il primo consiste in un rinnovamento degli studi letterari e filologici; il secondo é un rinnovamento globale del modo di pensare e della visione del mondo;
- Konrad Burdach storico tedesco sostiene che i due movimenti si sovrappongano e vede già in Petrarca la presenza di motivi umanistici;
- Eugenio Garin studioso italiano della cultura rinascimentale crede che il Rinascimento sia la continuità dell'umanesimo.
Francesco Petrarca è figlio di un fiorentino che si era stabilito ad Avignone, allora sede della corte pontificia. Petrarca scrisse poesie, lettere, scritti di riflessione morale che sono espressione di ricerca di chiarezza interiore e di comunicazione. La sua prospettiva filosofica è agostiniana. Tra il 1342 e il 1343 scrive il Secretum in cui affronta i temi della morte e del sentimento di colpa, del contrasto tra le esigenze spirituali e i beni del mondo, la riflessione sulle passioni.Leon Battista Alberti, nato a Genova da una famiglia fiorentina di mercanti che viveva in esilio, conduce studi di lettere e di giurisprudenza, ed è architetto, pittore e scultore, scrive di arte e di temi morali. Attribuisce un'importanza particolare all'arte antica. Scrive dialoghi sul modo di vivere del mercante che si presenta come punto di riferimento per l'intera società. In essi è tuttavia espressa la "filosofia pratica" del mercante, il nuovo modo di concepire se stesso, i rapporti con gli altri, il proprio ruolo sociale. Afferma indirettamente nei suoi dialoghi che l'uomo può definire "sue" tre cose:
- l'animo (il buon uso è la virtù, come capacità di instaurare buoni rapporti umani, mantenere l'animo lieto);
- il corpo (conservare la salute attraverso l'esercizio fisico e la dieta);
- il tempo (finalizzata al miglioramento delle proprie condizioni di vita, rappresenta l'aspetto di maggior rilievo dal punto di vista filosofico. Il tempo non è più di Dio ma dell'uomo).
Il filosofico per eccellenza dell'Umanesimo è Lorenzo Valla, celebre per i suoi studi filologici. Dal punto di vista filosofico Valla si richiama a un epicureismo reinterpretato secondo un'ottica cristiana. La ricerca del piacere è il vero motivo dell'azione umana: il cristiano rinuncia ai beni terreni, in quanto così facendo può aspirare a maggiori beni nell'aldilà; rinuncia ai piaceri immediati per un piacere maggiore, ma comunque questa scelta è basata sul piacere e sull'utile.
I nuovi atteggiamenti culturali del Rinascimento
Il pensiero rinascimentale è l'affermazione delle nuove attività che cambiano la condizione dell'uomo e del rapporto tra individuo e società basata sul commercio e sulla produzione artigianale che sostituisce l'economia feudale
basata sull'agricoltura.
l'economia agraria dipendeva dagli eventi naturali: la natura veniva considerata come qualcosa di non controllabile dipendendo dalla volontà di Dio. L'unica forma di "controllo" era la preghiera indirizzata a Dio e soprattutto ai santi. Ne risultava una mentalità fatalista, per la quale Dio poteva controllare la natura e all'uomo non restava che pregare e accettare il volere divino. La nuova economia, indipendente dagli eventi naturali. Il successo economico dipende dalIle capacità e dalla formazione dei singoli, dall'abilità nell'organizzare e gestire i rapporti sociali e politici all'interno della città. L'uomo cerca l'indipendenza dalla natura e nello stesso tempo pone l'esigenza di comprenderla e controllarla. La natura è razionale e la ragione che guida la natura corrisponde alla ragione umana per cui l'uomo è in grado di capire la realtà e anche di trasformarla. Il rinascimento è un'epoca di invenzioni e di scoperte.
L'uomo è artefice del proprio destino, da qui la centralità che la riflessione sull'uomo assume per la filosofia e per il sapere in generale. Il rapporto con Dio si trasforma: l'individuo vuole essere protagonista della propria fede e stabilire un rapporto diretto con Dio; la gerarchia ecclesiastica è quindi messa in discussione. Inoltre cambia anche l'atteggiamento del'uomo verso il tempo, controllato anch'esso dall'uomo, che coincide con il denaro: il tempo agricolo è regolato dalla natura, quello della nuova economia si traduce nel valore delle merci prodotte e nei salari. L'uomo è in grado di dominarlo. Lo spazio viene quantificato e rappresentato graficamente in modo da comprenderlo e quindi controllarlo come per il tempo. In ambito pittorico viene introdotta la prospettiva, mentre in ambito geografico la rappresentazione cartografica viene trasformata.
La filosofia rinascimentale
La filosofia rinascimentale ruota attorno a due concetti:
Al neoplatonismo si affiancano l'aristotelismo, il pitagorismo e l'epicureismo; mentre accanto al naturalismo e al problema del rapporto tra Dio e il mondo, assumono un rilievo fondamentale la politica e la problematica religiosa legata alla Riforma e alla Controriforma. Questi due aspetti, il neoplatonismo e il naturalismo, alle volte si sovrappongono. Tra i due concetti il motivo di accordo è la centralità che assume la natura e il nuovo modo di intenderla. Entrambi affermano la razionalità della natura; da qui deriva la possibilità di studiarla e di comprenderla, in una prospettiva che porta alla nascita della mentalità scientifica. Nel Rinascimento si delinea la possibilità di controllare la natura, di modificare il corso, di utilizzarne le leggi per prevederne il comportamento. Sia Cusano che Bruno affermano che l'uomo deve cooperare con la creazione divina, che possa conoscerla e trasformarla dall'interno, utilizzandone le leggi e le forze che la animano.
Il neoplatonismo: Cusano
Niccolò Krebs è detto "il Cusano" dal suo luogo di nascita. Egli sostiene che la conoscenza umana è limitata, quella divina, cioè la verità, è infinita, quindi non se ne può avere conoscenza, ma soltanto una "dotta ignoranza". Nell'uomo esiste però un desiderio di sapere, che lo porta ad ampliare sempre di più la propria conoscenza; essa tende verso la conoscenza perfetta senza tuttavia poter mai coincidere con essa, quindi è un carattere ipotetico alla ricerca, senza un punto di arrivo definitivo.
Cusano è noto per la sua concezione cosmologica, egli nega il geocentrismo, afferma l'infinità dell'universo e dei mondi, sostenendo l'omogeinità fra la Terra e i corpi celesti; ritiene infine che l'universo sia pieno di forme di vita diverse da quelle conosciute. Dio comprende in sé tutto l'universo, pur non identificandosi con esso, quindi l'unità diventa molteplicità attraverso il complicatio e l'explicatio. In Dio tutte le cose ritornano all'unità, Egli è la complicatio dell'universo. Dio si spazializza e si dispiega nell'universo, che ne costituisce l'explicatio. In definitiva l'universo è infinito, come Dio. La Terra è una stella su cui abitano gli uomini; ogni altra stella è un mondo con i suoi abitanti di cui non possiamo sapere nulla. Come dio crea le cose, la mente crea gli oggetti della propria conoscenza, e gli enti matematici; noi infatti, conosciamo razionalmente la realà solo quando ne individuiamo i rapporti matematici, mediante concetti. L'uomo è dunque simile a Dio. La struttura dell'universo è matematica; Dio ha compiuto la creazione seguendo modelli matematici e infondendoli nella realtà. Gli enti matematici possono però essere creati anche dalla mente umana. L'uomo è perciò creatore come Dio lo è nell'ambito della realtà. Cusano avanza l'ipotesi sull'organizzazione dell'universo distinguendo quattro unità:
L'uomo occupa la posizione mediana: partecipa delle idee con l'intelletto, ma ha bisogno anche del corpo, cioè della sensazione, per conoscere le cose. I sensi non danno la conoscenza della realtà, che deriva dagli enti matematici costruiti dalla mente umana, ma forniscono il materiale al quale applicare le funzioni della mente. La teoria della conoscenza di Cusano è fondamentalmente razionalistica.
Il neoplatonismo: Ficino
Marsilio Ficino studiò a Firenze, imparando francese e greco; fu filosofo, umanista e atrologo italiano. Il neoplatonismo italiano fa riferimento a lui. Egli esprime una tendenza nella filosofia italiana del rinascimento e in gran parte estranea al pensiero di Cusano: il riferimento a fonti diverse da quelle platoniche e non circoscritte al neoplatonismo cristiano, quali ad esempio la tradizione ermetica. La sua filosofia si richiama esplicitamente al neoplatonismo di Plotino. La realtà metafisica è costituita da cinque ipostasi, disposte gerarchicamente:
La creazione procede dall'interno, per cui Dio si manifesta nel mondo attraverso il mondo stesso.
L'ordine gerarchico è determinato dalla proporzione tra unità e molteplicità. L'unità senza molteplicità è Dio, la molteplicità senza unità è corpo.
L'anima è considerata in generale come un principio razionale che regola la realtà secondo i modelli delle idee e le dà vita., cioè di tutto ciò che è organizzato secondo ragione e orientato verso una finalità. La filosofia di Ficino è una vera esaltazione della natura, la quale è provvista di razionalità complessiva ed è vivente in ogni sua parte, anche nei corpi che appaiono come inanimati.
Il mondo è un'unico essere animato, un'unico organismo. Fra tutti gli esseri sussiste una completa interdipendenza. La visione di Ficino può essere definita un "organicismo dinamico", per il quale il mondo presenta una unità e un senso complessivi che derivano da Dio, una connessione tra le varie parti che deriva dalle idee e una vitalità e dinamicità prodotte dall'anima.
L'anima mundi è un tramite, la cui natura tocchi la realtà superiore e la materia. L'anima razionale (in particolare quella umana) è anche, essendo ragione e sensibilità, il punto di unione, la cerniera tra spirituale e materiale.
L'anima, in quanto essenza intermedia, partecipa della nature di tutte le cose, è insieme divisibile e indivisibile. Essa ha la capacità di congiungere i diversi gradi dell'universo, di unificare la realtà. L'anima di cui parla Ficino è quella del mondo, ma è anche e soprattutto quella dell'uomo, che opera la congiunzione tra razionalità e istinto, tra la natura angelica e la materia.
Pico della Mirandola e la tesi della libertà umana
Pico della Mirandola (1463-94) è nato a Mantova ed è stato umanista e filosofo italiano. Durante la sua breve vita tentò la conciliazione di fedi e filosofie diverse, invitando nel 1486 a Firenze i maggiori studiosi del tempo per una discussione comune. Secondo Pico della Mirandola quel che distingue l'uomo dagli altri esseri è la sua natura non definita: l natura angelica è razionale e dunque il comportamento dell'angelo è sempre determinato dalla ragione; la natura dell'animale è istintuale e quindi necessariamente guidata dall'istinto; l'uomo è libero, dipende da lui scegliere la strada che vuol seguire. L'uomo può degenerare in ciò che è inferiore o rigenerarsi in ciò che è superiore; sappia profittare della libera scelta che gli è concessa. Nell'anima composta e purificata, scrive Pico, diffondiamo la luce della filosofia naturale, recandola a perfezione con la conoscenza delle cose divine.
La filosofia della natura di Telesio
Il proposito di Telesio è quello di spiegare la natura delle cose "secondo i propri principi", cioè sulla base di leggi immanenti. I principi della natura secondo Telesio sono:
I tre principi devono dar ragione di ogni fenomeno, quindi anche alla sensibilità. Telesio afferma che tutte le cose hanno un'anima e sono capaci di sensazioni.
I nuovi atteggiamenti culturali del Rinascimento
Il pensiero rinascimentale è l'affermazione delle nuove attività che cambiano la condizione dell'uomo e del rapporto tra individuo e società basata sul commercio e sulla produzione artigianale che sostituisce l'economia feudale
basata sull'agricoltura.
l'economia agraria dipendeva dagli eventi naturali: la natura veniva considerata come qualcosa di non controllabile dipendendo dalla volontà di Dio. L'unica forma di "controllo" era la preghiera indirizzata a Dio e soprattutto ai santi. Ne risultava una mentalità fatalista, per la quale Dio poteva controllare la natura e all'uomo non restava che pregare e accettare il volere divino. La nuova economia, indipendente dagli eventi naturali. Il successo economico dipende dalIle capacità e dalla formazione dei singoli, dall'abilità nell'organizzare e gestire i rapporti sociali e politici all'interno della città. L'uomo cerca l'indipendenza dalla natura e nello stesso tempo pone l'esigenza di comprenderla e controllarla. La natura è razionale e la ragione che guida la natura corrisponde alla ragione umana per cui l'uomo è in grado di capire la realtà e anche di trasformarla. Il rinascimento è un'epoca di invenzioni e di scoperte.
L'uomo è artefice del proprio destino, da qui la centralità che la riflessione sull'uomo assume per la filosofia e per il sapere in generale. Il rapporto con Dio si trasforma: l'individuo vuole essere protagonista della propria fede e stabilire un rapporto diretto con Dio; la gerarchia ecclesiastica è quindi messa in discussione. Inoltre cambia anche l'atteggiamento del'uomo verso il tempo, controllato anch'esso dall'uomo, che coincide con il denaro: il tempo agricolo è regolato dalla natura, quello della nuova economia si traduce nel valore delle merci prodotte e nei salari. L'uomo è in grado di dominarlo. Lo spazio viene quantificato e rappresentato graficamente in modo da comprenderlo e quindi controllarlo come per il tempo. In ambito pittorico viene introdotta la prospettiva, mentre in ambito geografico la rappresentazione cartografica viene trasformata.
La filosofia rinascimentale
La filosofia rinascimentale ruota attorno a due concetti:
- la nuova centralità dell'uomo (padrone del proprio destino e artefice di si stesso);
- la nuova concezione di natura (essa è vista come razionale e dunque comprensibile dalla mente umana e con essa in sintonia).
Al neoplatonismo si affiancano l'aristotelismo, il pitagorismo e l'epicureismo; mentre accanto al naturalismo e al problema del rapporto tra Dio e il mondo, assumono un rilievo fondamentale la politica e la problematica religiosa legata alla Riforma e alla Controriforma. Questi due aspetti, il neoplatonismo e il naturalismo, alle volte si sovrappongono. Tra i due concetti il motivo di accordo è la centralità che assume la natura e il nuovo modo di intenderla. Entrambi affermano la razionalità della natura; da qui deriva la possibilità di studiarla e di comprenderla, in una prospettiva che porta alla nascita della mentalità scientifica. Nel Rinascimento si delinea la possibilità di controllare la natura, di modificare il corso, di utilizzarne le leggi per prevederne il comportamento. Sia Cusano che Bruno affermano che l'uomo deve cooperare con la creazione divina, che possa conoscerla e trasformarla dall'interno, utilizzandone le leggi e le forze che la animano.
Il neoplatonismo: Cusano
Niccolò Krebs è detto "il Cusano" dal suo luogo di nascita. Egli sostiene che la conoscenza umana è limitata, quella divina, cioè la verità, è infinita, quindi non se ne può avere conoscenza, ma soltanto una "dotta ignoranza". Nell'uomo esiste però un desiderio di sapere, che lo porta ad ampliare sempre di più la propria conoscenza; essa tende verso la conoscenza perfetta senza tuttavia poter mai coincidere con essa, quindi è un carattere ipotetico alla ricerca, senza un punto di arrivo definitivo.
Cusano è noto per la sua concezione cosmologica, egli nega il geocentrismo, afferma l'infinità dell'universo e dei mondi, sostenendo l'omogeinità fra la Terra e i corpi celesti; ritiene infine che l'universo sia pieno di forme di vita diverse da quelle conosciute. Dio comprende in sé tutto l'universo, pur non identificandosi con esso, quindi l'unità diventa molteplicità attraverso il complicatio e l'explicatio. In Dio tutte le cose ritornano all'unità, Egli è la complicatio dell'universo. Dio si spazializza e si dispiega nell'universo, che ne costituisce l'explicatio. In definitiva l'universo è infinito, come Dio. La Terra è una stella su cui abitano gli uomini; ogni altra stella è un mondo con i suoi abitanti di cui non possiamo sapere nulla. Come dio crea le cose, la mente crea gli oggetti della propria conoscenza, e gli enti matematici; noi infatti, conosciamo razionalmente la realà solo quando ne individuiamo i rapporti matematici, mediante concetti. L'uomo è dunque simile a Dio. La struttura dell'universo è matematica; Dio ha compiuto la creazione seguendo modelli matematici e infondendoli nella realtà. Gli enti matematici possono però essere creati anche dalla mente umana. L'uomo è perciò creatore come Dio lo è nell'ambito della realtà. Cusano avanza l'ipotesi sull'organizzazione dell'universo distinguendo quattro unità:
- Dio;
- l'intelligenza;
- la ragione o anima;
- il solido o corpo.
L'uomo occupa la posizione mediana: partecipa delle idee con l'intelletto, ma ha bisogno anche del corpo, cioè della sensazione, per conoscere le cose. I sensi non danno la conoscenza della realtà, che deriva dagli enti matematici costruiti dalla mente umana, ma forniscono il materiale al quale applicare le funzioni della mente. La teoria della conoscenza di Cusano è fondamentalmente razionalistica.
Il neoplatonismo: Ficino
- livello spirituale:
- Dio (al vertice, unità assoluta);
- natura angelica; - copula mundi:
- anima; divisa a sua volta in:
*anima del mondo;
*anima dell'uomo; - livello materiale:
- qualità (la forma che conferisce unità al corpo);
- corpo.
La creazione procede dall'interno, per cui Dio si manifesta nel mondo attraverso il mondo stesso.
L'ordine gerarchico è determinato dalla proporzione tra unità e molteplicità. L'unità senza molteplicità è Dio, la molteplicità senza unità è corpo.
L'anima è considerata in generale come un principio razionale che regola la realtà secondo i modelli delle idee e le dà vita., cioè di tutto ciò che è organizzato secondo ragione e orientato verso una finalità. La filosofia di Ficino è una vera esaltazione della natura, la quale è provvista di razionalità complessiva ed è vivente in ogni sua parte, anche nei corpi che appaiono come inanimati.
Il mondo è un'unico essere animato, un'unico organismo. Fra tutti gli esseri sussiste una completa interdipendenza. La visione di Ficino può essere definita un "organicismo dinamico", per il quale il mondo presenta una unità e un senso complessivi che derivano da Dio, una connessione tra le varie parti che deriva dalle idee e una vitalità e dinamicità prodotte dall'anima.
L'anima mundi è un tramite, la cui natura tocchi la realtà superiore e la materia. L'anima razionale (in particolare quella umana) è anche, essendo ragione e sensibilità, il punto di unione, la cerniera tra spirituale e materiale.
L'anima, in quanto essenza intermedia, partecipa della nature di tutte le cose, è insieme divisibile e indivisibile. Essa ha la capacità di congiungere i diversi gradi dell'universo, di unificare la realtà. L'anima di cui parla Ficino è quella del mondo, ma è anche e soprattutto quella dell'uomo, che opera la congiunzione tra razionalità e istinto, tra la natura angelica e la materia.
Pico della Mirandola e la tesi della libertà umana
La filosofia della natura di Telesio
Il proposito di Telesio è quello di spiegare la natura delle cose "secondo i propri principi", cioè sulla base di leggi immanenti. I principi della natura secondo Telesio sono:
- principio passivo: la materia;
- due principi dinamici, responsabili del divenire:
I tre principi devono dar ragione di ogni fenomeno, quindi anche alla sensibilità. Telesio afferma che tutte le cose hanno un'anima e sono capaci di sensazioni.
La fonte di ogni conoscenza è rappresentata dalle sensazioni. Telesio afferma un rigoroso sensismo. I sensi non possono mai ingannarci, perché mettono direttamente in contatto l'anima con le cose.
L'intelletto deve fondarsi sui sensi, e ogni ragionamento di riconduce ad essi. La conoscenza intellettiva è ricordo delle sensazioni. Secondo Telesio è necessario affidarsi





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